Candidature Consiglio Direttivo 2008-2010
Da Faber Libertatis.
Il Consiglio Direttivo dell'Associazione è l'organismo preposto al governo della stessa. Viene eletto dai Soci riuniti in Assemblea e rimane in carica per due anni.
Nel novembre 2008 decadrà il Consiglio Direttivo eletto a fine 2006 e pertanto si provvederà ad eleggerne il successivo, che rimarrà in carica fino al 2010.
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Candidati (e relativo "programma")
Manuele Rampazzo
- se ancora non si sarà completata l'opera di revisione dello Statuto, provvederei a completarla in modo da renderci compatibili con albi regionali ed evoluzioni della struttura, considerando eventualmente questo Consiglio Direttivo come "costituente" (che è di moda dirlo);
- sosterrei le iniziative per la diffusione sul territorio della nostra Associazione, così come quelle per la ricerca di nuovi aspiranti Soci nei territori già "colonizzati", sollecitando la progressiva acquisizione dell'autonomia da parte delle sedi principali (per esempio Venezia);
- migliorerei la rete di collaborazioni dell'Associazione, al fine di proporre servizi sempre più innovativi, sempre più focalizzati sul sociale e sempre meno sulla tecnica;
- sarei felicissimo di cedere il ruolo di Presidente a qualcuno di altrettanto motivato a far progredire e differenziare le attività dell'Associazione.
Stefano Sasso
Lo ammetto, come pubbliche relazioni faccio schifo, e non sono un granchè nemmeno su quanto riguarda gli aspetti sociali.
Quello che potrei "mettere a disposizione" è la progettualità e la tecnica. Sappiate quindi che probabilmente non sarò io a mettere in discussione gli aspetti sociali di un progetto, ma penso di riuscire a capire se un progetto è realizzabile con le nostre forze o meno.
In ogni caso l'associazione non va avanti solo con gli aspetti sociali, ma anche con quelli tecnici: non si può far partire un progetto di informatizzazione se non si hanno pc funzionanti (e per funzionanti non intendo che si accendano, bensì che siano utilizzabili senza troppi tempi di attesa) da utilizzare. Mi propongo quindi di darmi da fare più in questo campo che in altri, meglio usare le poche energie che si hanno in qualcosa che si sa fare.
Forse in questi anni all'interno dell'associazione si è un po' assopita la "cultura" del trashware, andando sempre alla rincorsa di nuovi pc con sempre maggiori prestazioni, quando magari l'unica cosa necessaria per poter utilizzare a piene funzionalità pc un po' più datati era solo un minimo di accortezza sulla configurazione/installazione del software.
Antonio Guermani
Sono socio dal giugno 2007 e nel gennaio 2008 ho contribuito alla fondazione della sede di Venezia.
Credo che dare il proprio contributo all'Associazione sia anche mettersi al servizio accollandosi l'onere delle cariche istituzionali e quindi, consapevole dell'impegno che ciò comporta, ho accettato di candidarmi.
Non sono un informatico, ma in questi due anni ho imparato molto nel settore dell'hardware e nel campo del recupero. E' proprio in questi ambiti che posso dare il mio maggiore contributo, anche su progetti che non gestisco direttamente. A questo proposito dichiaro esplicitamente che non sono favorevole all'accumulo di materiale nei nostri magazzini, perché ciò significa che recuperiamo più di quello che rendiamo utilizzabile ed è quest'ultima, e non la prima, la nostra missione principale. Il mio motto è: "Un pentium III in magazzino, dopo qualche mese diventa un pentium II". Di conseguenza sono favorevole alla distribuzione dei computer risistemati al più ampio spettro di possibili fruitori, compresi i privati, rimanendo fermo il fatto che il beneficiario debba sempre essere sensibilizzato sui principi e gli scopi dell'Associazione.
Sono convinto che, soprattutto nei progetti internazionali, la nostra associazione non debba gestire direttamente il recupero proveniente da generiche donazioni, quanto piuttosto collaborare con enti, aziende e associazioni contattate e informate preventivamente sulla destinazione precisa del materiale donato, consentendo loro di entrare nel progetto come soggetti attivi. Nei mesi passati ho imparato che, se la richiesta di donazione è finalizzata esplicitamente a un progetto, le persone sono più motivate e gratificate nel fare vere donazioni di materiale obsoleto (ma valido!), altrimenti il loro interesse rischia di essere solo quello di liberarsi di un peso.
I miei obiettivi sono principalmente legati a consolidare e far crescere la sede veneziana. Grazie alle installazioni effettuate nelle scuole l'anno scorso, quest'anno è possibile mostrare a insegnanti e genitori del territorio i risultati pratici dei principi del trashware e dell'open source. Si sta già creando un gruppo di insegnanti interessati a vario titolo, dai futuri nuovi soci a quelli che desiderano migliorare le loro competenze. Il passo successivo sarà quello di arrivare alle famiglie, ai giovani e ai ragazzi, nonché a sensibilizzare le autorità locali.
Gianluca Moro
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Piergiovanna Grossi
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